I numeri che preoccupano Renzi, il rischio capitombolo (vero) di Marino

Matteo Renzi lo ha detto in tutte le salse e lo ha ripetuto anche negli ultimi giorni a tutti i colleghi del Partito democratico che lo hanno interpellato: “Dal nove dicembre il mio programma sarà il programma del partito e mi aspetto, anzi sono sicuro, che tutte le deputate e i deputati del Pd saranno leali a quel programma”. Che significa, tradotto dal politichese, che dal nove dicembre in poi Renzi farà di tutto per conquistare i gruppi parlamentari del suo partito, dove i renziani, così dicono le stime, nonostante il gran numero di persone che il sindaco ha avuto a sostegno della sua mozione, sono massimo un centinaio, su un totale di trecento.
26 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 13:52 | 23 AGO 20
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La conta nei gruppi. Matteo Renzi lo ha detto in tutte le salse e lo ha ripetuto anche negli ultimi giorni a tutti i colleghi del Partito democratico che lo hanno interpellato: “Dal nove dicembre il mio programma sarà il programma del partito e mi aspetto, anzi sono sicuro, che tutte le deputate e i deputati del Pd saranno leali a quel programma”. Che significa, tradotto dal politichese, che dal nove dicembre in poi Renzi farà di tutto per conquistare i gruppi parlamentari del suo partito, dove i renziani, così dicono le stime, nonostante il gran numero di persone che il sindaco ha avuto a sostegno della sua mozione, sono massimo un centinaio, su un totale di trecento.

Le telefonate. Tanta insistenza da parte del candidato favorito alla corsa alla segreteria del Partito democratico si spiega con i sospetti che sia il sindaco di Firenze che i suoi stanno coltivando sugli atteggiamenti dei lettiani. Anche se un personaggio come Francesco Sanna, molto vicino al presidente del Consiglio, continua a fare da pontiere tra Renzi e Letta e anche se Dario Franceschini tenta con quotidiana perseveranza la mediazione tra il premier e il sindaco di Firenze, il segretario in pectore non si fida dei movimenti dei lettiani. I renziani si sono accorti di come sia attiva nel gruppo del Pd alla Camera la vicepresidente dei deputati Paola De Micheli, lettiana di Piacenza, o come si stiano muovendo sul territorio in questa campagna per la segreteria gli uomini del presidente del Consiglio. Soprattutto in Campania, dove c’è il fedelissimo di Letta, Guglielmo Vaccaro, o in Emilia stanno lavorando ventre a terra per Gianni Cuperlo contro il sindaco di Firenze. Sarà anche per questo che ultimamente è molto più spesso il premier ad alzare il telefono per cercare Renzi piuttosto e non viceversa.

Caduta all’ordine del giorno. Ignazio Marino rischia sul serio. E non si sta parlando della gomitata che il sindaco di Roma ha ricevuto in Consiglio comunale. Si sta parlando della marea di ordini del giorno presentati da Alfio Marchini e dai suoi per impedire al primo cittadino della capitale di approvare il bilancio. Infatti Marino non ha voluto trattare con i poteri forti della città sulla questione Acea e sulla Metropolitana C. Questo ha trasformato il moderato Marchini in un estremista che adesso tenta di far saltare il bilancio. Se non venisse approvato nei termini previsti, infatti, il sindaco salterebbe e al suo posto subentrerebbe un commissario che porterebbe poi la città a nuove elezioni amministrative.